Ecco quanto dovresti guadagnare a 35 anni secondo le statistiche: la risposta ti sorprenderà

Analizzando i dati statistici aggiornati al 2025, emerge che a 35 anni ci si dovrebbe aspettare, secondo gli standard medi italiani, un reddito annuo lordo compreso tra circa 29.800 e 31.700 euro. Questa fascia si colloca in un momento cruciale della carriera, quando le competenze maturate iniziano a tradursi in progressioni di carriera e aumenti salariali, ma le disparità tra settori, livelli di istruzione e aree geografiche rimangono accentuate. La sorpresa riguarda sia i valori assoluti — inferiori a quanto molti potrebbero attendersi — sia le profonde differenze interne al mercato del lavoro italiano.

La media nazionale per i 35enni: fasce e confronto

Le statistiche recenti delineano con chiarezza l’andamento degli stipendi italiani per età. Osservando i dati forniti dall’Osservatorio JobPricing e da altre fonti ufficiali, la retribuzione annua lorda (RAL) per la fascia 35-44 anni si posiziona su una media di 29.831 euro secondo Money.it, con uno stipendio netto mensile stimato attorno a 1.813 euro, calcolato su 13 mensilità. Una fonte analoga segnala, anche per il 2025, una cifra simile: 30.818 euro lordi annui per questa fascia. Secondo un’altra rilevazione, il valore medio si attesta a 31.747 euro all’anno per chi si trova poco oltre i 35 anni.

Per comprendere meglio il posizionamento di queste cifre nella realtà lavorativa italiana, è utile il confronto con le altre fasce d’età:

  • 25-34 anni: tra i 27.000 e i 28.000 euro lordi annui.
  • 35-44 anni: 29.800 – 31.700 euro lordi annui.
  • 45-54 anni: circa 32.000 – 34.700 euro lordi annui.
  • 55-64 anni: fino a 39.000 euro lordi annui.

La progressione dimostra che gli aumenti sono reali ma contenuti, e non portano a salti significativi con il solo passare degli anni; la crescita salariale si fa più lenta dopo i 45 anni.

Le maggiori differenze: titolo di studio, settore e posizione geografica

Ciò che sorprende molti è quanto queste medie nascondano forti disuguaglianze. Innanzitutto, il titolo di studio rappresenta un potente moltiplicatore: i lavoratori con una laurea e formazione specialistica riescono a chiudere, almeno in parte, il gap generazionale, riducendo lo svantaggio retributivo fino al 18% rispetto agli over 50; per chi ha solo il diploma, il divario sfiora il 36%. Il settore lavorativo è poi determinante: chi opera nell’informatica e nella tecnologia può vedere il proprio stipendio raddoppiare in un decennio, mentre i comparti tradizionali (ad esempio, amministrazione pubblica o commercio al dettaglio) si muovono molto più lentamente.

La posizione geografica è un altro elemento chiave. Nelle aree del Centro-Nord, soprattutto in Lombardia ed Emilia-Romagna, lo stipendio medio può essere superiore di oltre il 20% rispetto alle regioni del Sud e delle Isole. Qui, a trentacinque anni, la differenza media annua può superare i 5.000 euro.

Forbice salariale e criticità del sistema italiano

Guardando ai numeri, ciò che emerge per la generazione dei 35enni è il rallentamento degli aumenti salariali rispetto alle attese. Il fatto che la soglia media superi di poco i 30.000 euro lordi (circa 1.800 euro netti al mese) porta con sé alcune amare considerazioni:

  • Costo della vita in molte città è cresciuto più rapidamente degli stipendi medi, erodendo il potere d’acquisto rispetto agli anni precedenti. Anche un salario considerato “medio” può faticare a coprire tutte le spese nel contesto attuale.
  • Precarietà e contratti atipici sono ancora diffusi tra i giovani-adulti: appena il 57% degli under 30 ha un lavoro a tempo indeterminato, e molti dei nuovi contratti rimangono temporanei anche dopo i 35 anni.
  • Una quota rilevante dei lavoratori giovani guadagna meno di 7 euro l’ora, con fenomeni di lavoro sottopagato e straordinari non riconosciuti.
  • Prospettive di crescita: le possibilità di aumentare il proprio stipendio sono legate a doppio filo con la specializzazione, la mobilità (cambiare lavoro o trasferirsi) e la capacità di cogliere opportunità nei settori in espansione, non solo all’anzianità.

Non è raro per molti 35enni italiani percepire uno stipendio sotto la media. La media nazionale risulta sollevata verso l’alto da una minoranza di figure professionali altamente qualificate o manageriali, il che significa che la mediana degli stipendi effettivi potrebbe essere anche più bassa.

Strategie per incrementare il proprio reddito

Il dato di partenza — uno stipendio lordo di circa 30.000 euro a 35 anni — non deve essere visto come un traguardo ma piuttosto come uno stimolo a continuare a investire su se stessi. La formazione continua, lo sviluppo di competenze digitali e la ricerca di realtà aziendali innovative sono strumenti fondamentali per incrementare il proprio potere salariale. Le statistiche confermano che chi ottiene certificazioni professionali specifiche può godere di aumenti stipendiali fino al 12% ogni cinque anni di carriera.

Particolare attenzione deve essere dedicata a quei settori che, grazie all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione, stanno registrando le crescite più rapide e offrendo le migliori prospettive retributive. A tal riguardo, comprendere la distribuzione dei redditi e le dinamiche della classe media offre strumenti concreti per orientare le proprie scelte formative e lavorative.

La situazione rimane complessa: i numeri ufficiali rivelano che il “giusto” stipendio a 35 anni è spesso ben lontano dagli ideali o dalle narrazioni mediatiche. Le statistiche sollevano consapevolezze importanti: la strada per una crescita retributiva solida passa necessariamente attraverso formazione, specializzazione e scelte consapevoli in un mercato del lavoro italiano in permanente evoluzione.

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