Quando si tratta di valutare se la propria banca sia davvero sicura, è essenziale considerare alcuni indicatori oggettivi che permettono di misurare la solidità finanziaria e la capacità dell’istituto di resistere a eventi avversi. Negli ultimi anni, l’attenzione è cresciuta sia tra risparmiatori sia tra operatori finanziari: la sicurezza non è una percezione, ma il frutto di analisi approfondite di bilanci, rating e stress test condotti dalle principali autorità di vigilanza europee.
Cosa significa rating bancario e come viene calcolato?
Il rating bancario rappresenta una misura sintetica dell’affidabilità finanziaria di una banca o di un’azienda davanti al sistema creditizio. È il risultato di un processo di valutazione complessa svolta dagli istituti di credito, che si basa su tre categorie principali di informazioni:
- Quantitative: dati finanziari, indici di bilancio, livelli di capitale.
- Qualitative: governance, reputazione, politiche di gestione del rischio.
- Andamentali: comportamento storico, relazione con il sistema creditizio.
La scala di rating può essere sia numerica (ad esempio da 1 a 10), sia letterale (dalla massima AAA a D, la minima). Gli enti specializzati come Standard & Poor’s, Fitch e Moody’s assegnano valutazioni periodiche alle banche, prendendo in considerazione la capacità dell’istituto di adempiere agli obblighi finanziari in scenari economici diversi.
Ogni banca può attribuire un peso differente ai fattori considerati nel processo di valutazione: ciò può portare a leggere variazioni tra i rating ricevuti presso diversi istituti. In Italia, secondo gli ultimi dati, i criteri principali impattano fino al 70% sulle valutazioni globali, e tra questi la centrale rischi riveste una posizione di primo piano, per la tempestività e l’accuratezza nell’indicare l’esposizione debitoria e la qualità dei crediti.
Il CET1 ratio: l’indice chiave per valutare la solidità
Un parametro imprescindibile nella valutazione della sicurezza bancaria è il CET1 ratio (Common Equity Tier 1 ratio), che misura il rapporto tra capitale primario di qualità e attività ponderate per il rischio. In pratica, questo indice indica quanto patrimonio di qualità possiede una banca rispetto ai rischi assunti attraverso l’erogazione di credito, la gestione delle attività e le esposizioni finanziarie.
Il CET1 ratio è rilevato e pubblicato periodicamente. Più la percentuale è alta, maggiore è la capacità della banca di resistere a scenari di crisi e imprevisti. Secondo l’Autorità Bancaria Europea (EBA), il CET1 ratio costituisce la base centrale dei cosiddetti stress test, simulazioni in cui si verifica come la banca reagirebbe a shock improvvisi nell’economia o sui mercati finanziari. Gli ultimi stress test condotti su scala europea hanno promosso gran parte delle banche italiane, risultate più solide rispetto a molte concorrenti europee.
Classifica delle banche italiane più sicure secondo il CET1
- FinecoBank: 27,29%
- Cassa Centrale Banca: 26,12%
- Mediolanum: 23,4%
- Iccrea Banca: 22,7%
- Intesa Sanpaolo: 16,3% (rating BBB secondo S&P)
- Crédit Agricole Italia: 15,7% (rating A- secondo Fitch)
- Banca Ifis: 14,9%
Sotto il profilo della solidità, spiccano anche Mediobanca e Intesa Sanpaolo, leader della classifica secondo gli indicatori di rischio, la qualità del credito e la liquidità disponibili nel 2025.
Approccio alla valutazione: come il risparmiatore può agire
Per capire se una banca è realmente sicura non basta affidarsi all’immagine pubblica o al passaparola. Ogni istituto pubblica regolarmente bilanci, documenti che riportano gli indicatori principali – incluso il CET1 ratio, la qualità del credito e la percentuale dei crediti deteriorati (NPL). La redditività può essere misurata tramite il ROE (Return on Equity), calcolato dividendo l’utile netto per il patrimonio netto: un valore elevato suggerisce forte capacità di generare profitti in maniera sostenibile.
Per chi vuole analizzare i dati in autonomia, il CET1 ratio rimane l’indice più diretto e comprensibile per valutare la solidità. Un valore superiore a 15% è generalmente considerato segnale di buona resilienza; le banche con livelli tra il 20 e il 25% si collocano nel segmento “alto”, quello più sicuro. Naturalmente, è consigliabile non fermarsi al solo CET1 e osservare anche l’andamento degli investimenti, la struttura dei ricavi e il livello di indebitamento complessivo.
Gli ulteriori parametri da analizzare
- Liquidità: indica la capacità della banca di far fronte a richieste di denaro, soprattutto in periodi di tensione.
- Qualità degli impieghi: riguarda la percentuale di crediti deteriorati, ovvero prestiti e finanziamenti che non generano flussi di cassa regolari.
- Piani industriali: rivelano la strategia di crescita e la visione di lungo termine della banca.
Istituti di credito più affidabili in Italia: focus 2025
Sulla base degli ultimi stress test EBA-BCE, sono diverse le banche italiane che si distinguono per resilienza e solidità anche nel caso di scenari avversi. La classifica aggiornata vede tra gli istituti più affidabili:
- Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano
- Iccrea Banca Spa – Istituto centrale del Credito Cooperativo
- UniCredit
- Intesa Sanpaolo
- Monte dei Paschi di Siena (Mps)
- Banco BPM
- Mediobanca
- BPER Banca
Tutte queste banche hanno mostrato la capacità di mantenere livelli adeguati di capitale e gestione controllata dei rischi anche in presenza di forti shock negativi sull’economia mondiale.
Da qui emerge che la sicurezza finanziaria non è un valore statico: vigilanza bancaria, mercati e regolatori monitorano costantemente indici di rischio, qualità degli impieghi, liquidità e strategie aziendali, come evidenziato anche dalle banche più grandi e solide a livello europeo.
Il ruolo della Centrale Rischi e come consultarla
Un elemento fondamentale, spesso ignorato dai correntisti, è la cosiddetta centrale rischi, un database aggiornato costantemente con informazioni sulle esposizioni debitorie delle imprese e dei privati. Questi dati, alimentati direttamente dalle banche, permettono di valutare la qualità creditizia in modo rapido e sono molto più aggiornati rispetto ai bilanci. Il comportamento registrato in centrale rischi incide sensibilmente sul rating assegnato, e può determinare l’accesso a condizioni di credito più favorevoli.
Qualunque risparmiatore o imprenditore può consultare la centrale rischi tramite gli strumenti digitali messi a disposizione dalla Banca d’Italia e dalle banche stesse. Avere contezza del proprio stato finanziario e della reputazione creditizia consente di agire per migliorare il rating e garantirsi una maggiore sicurezza nei rapporti bancari.
Differenze tra banche tradizionali e banche online
Negli ultimi anni si sono affermati anche i conti online, spesso associati a nuove società fintech. Se i grandi istituti di credito mantengono i livelli più elevati di solidità e sicurezza, alcune banche online hanno conquistato fiducia grazie a piani di copertura assicurativa rigorosi, a processi digitali innovativi e a una forte trasparenza nella gestione degli investimenti. I risultati dei test di stress finanziario pubblicati dalla BCE confermano che le banche digitali più affermate operano con livelli di capitale e liquidità paragonabili o superiori a quelli dei maggiori istituti tradizionali.
È tuttavia fondamentale verificare la presenza delle garanzie di tutela previste dai sistemi europei come il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che assicura la copertura su depositi fino a 100.000 euro per ogni cliente.
Consigli pratici per il controllo della sicurezza della propria banca
- Verifica l’ultimo CET1 ratio pubblicato, preferibilmente superiore al 15%.
- Consulta i rating emessi dalle agenzie specializzate (S&P, Fitch, Moody’s).
- Analizza il bilancio e la percentuale di crediti deteriorati (NPL).
- Considera la posizione della banca nei recenti stress test EBA-BCE.
- Controlla la propria situazione nella centrale rischi della Banca d’Italia.
- Accerta la presenza di garanzie sui depositi.
Raccogliendo, analizzando e confrontando questi dati è possibile ottenere un quadro chiaro e oggettivo sulla sicurezza reale della propria banca. Il processo può sembrare complesso all’inizio, ma è il primo passo verso una gestione consapevole e sicura dei propri risparmi — una scelta che protegge dal rischio, ottimizza le condizioni di investimento e garantisce la tranquillità finanziaria nel tempo.